Le origini delle bevande fermentate

Le origini del vino, ed in generale della produzione di bevande alcoliche utilizzando frutti della terra fermentati, hanno radici in un passato molto lontano. I Sumeri erano soliti raffigurare foglie di vite, mentre, gli Assiri ci hanno lasciato dei bassorilievi con scene di banchetti ai quali veniva servita una bevanda in grandi coppe, forse vino. Persino nella Bibbia si cita la prima vigna, quella di Noè, ed il vino viene definito come bene prezioso in grado di rallegrare gli uomini. Nell’Antico Egitto, era così importante la produzione del vino, che nella tomba di Tutankhamon ne sono state ritrovate ventisei giare: vino sia rosso sia bianco, selezionato e proveniente da ben quindici diversi produttori. Anche gli antichi Cinesi producevano un vino ricavato dal riso e dall’uva, mentre la popolazione Maya produceva un succo di mais fermentato. I Celti adoravano l’idromele ed i Mongoli il latte di cavalla fermentato. Poi i Greci, per i quali il vino era dono degli dei e sinonimo di civiltà, tanto che gli astemi venivano guardati con molto sospetto; ultimi, non certo per importanza, i Romani che conoscevano tecniche utilizzate ancor oggi e disponevano di ben ottanta vini diversi.