Il vino di Lucrezia

Lucrezia Borgia, tra realtà e leggenda, considerata una delle donne più astute e senza scrupoli della nostra storia. Nonostante la mancanza di testimonianze certe, la sua immagine è ormai irrimediabilmente legata al mito del veneficio: la capacità di uccidere tramite il leggendario veleno cantarella. Celebrata da Victor Hugo e Gaetano Donizetti con opere che portano il nome della famosa castellana rinascimentale, Lucrezia è, probabilmente, presente anche in un quadro di John Collier “Un bicchiere di vino con Cesare Borgia”, intenta ad osservare il momento in cui, una vittima delle trame di casa Borgia, viene avvelenata. Ed è proprio attraverso il vino che Lucrezia, pare, si dilettasse a far sparire nemici e personaggi scomodi alla sua potente famiglia. Banchetti e feste orgiastiche, cibi prelibati e coppe d’oro impreziosite da gemme, ma, colme di vino di Siracusa custodito nelle cantine dei Borgia, come descrive Donizetti, miscelato alla cantarella, dalla sapiente mano di Lucrezia. Lo sfarzo, la lussuria, gli inganni e gli omicidi trionfavano nei salotti rinascimentali alla corte dei Borgia.