San Martino

La natura, gentile, ma, crudele; la gente di paese inebriata dal profumo delle uve appena vendemmiate; il cacciatore che arrostisce la cena ammirando il tramonto. Temi immortali e molto cari a Carducci che ci dona la celeberrima poesia San Martino:

 

La nebbia a gl’irti colli

piovigginando sale,

e sotto il maestrale

urla e biancheggia il mar;

 

ma per le vie del borgo

dal ribollir de’ tini

va l’aspro odor de i vini

l’anime a rallegrar.

 

gira su’ ceppi accesi

lo spiedo scoppiettando:

sta il cacciator fischiando

sull’uscio a rimirar

 

tra le rossastre nubi

stormi d’uccelli neri,

com’esuli pensieri,

nel vespero migrar.