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Lo scudo di Achille

Nell’Iliade, Omero ci racconta del leggendario Achille che, per tornare in battaglia, si arma di uno scudo forgiato appositamente per lui dal dio Efesto. La descrizione dello scudo è molto dettagliata, per dare una pausa al lettore dal sanguinario scenario di guerra ed è fondamentale nel racconto, al fine di veicolare informazioni sulla cultura e sulla civiltà da trasmettere ai posteri. Difatti, sullo scudo sono incisi nove aspetti basilari della cultura antica e, in posizione centrale, troviamo la descrizione di una vigna e della relativa vendemmia:

“Vi pose anche una vigna, stracarica di grappoli,

bella, d’oro; i grappoli neri pendevano:

era impalata da cima a fondo di pali d’argento;

e intorno condusse un fossato di smalto e una siepe

di stagno; un solo sentiero vi conduceva,

per cui passavano i coglitori a vendemmiare la vigna;

fanciulle e giovani, sereni pensieri nel cuore,

in canestri intrecciati portavano il dolce frutto”

 

Inoltre viene descritta anche un’incisione riguardante il vino che, dispensato in coppe, fungeva da ricompensa per il duro lavoro nei campi:

 

“[…] e qui molti aratori […]

quando giungevano alla fine del campo, a girare,

allora una coppa di vino dolcissimo in mano

poneva loro un uomo, appressandosi; e solco per solco giravano,

bramosi di arrivare alla fine del maggese profondo.”

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