Il sapore del vino dipende dalla terra

Nel vino possiamo riconoscere le caratteristiche del terreno, tanto che, ogni sorso può rivelarci l’area di provenienza delle uve. La zona in cui ci troviamo, il Nord del Piemonte, per esempio, ha un sottosuolo ricco di minerali ed il terreno è a tendenza acida, perciò la terra trasmette concretamente alla pianta, poi all’uva ed, inevitabilmente, al vino acidità e mineralità. Queste condizioni danno vita ad un vino rosso dai riflessi granata e, gustandolo, si percepiscono questi echi aciduli ed anche i tannini decisi; il profumo è vario: dai frutti di bosco al tabacco, dalle spezie al legno di rovere in cui è invecchiato, specialmente se si lascia in botte per più anni. Parliamo infatti di un vino molto longevo: il Nebbiolo è, forse, il più grande vitigno da invecchiamento che abbiamo in Italia, tanto che possiamo “dimenticarlo” in cantina per quindici anni e goderne ancora appieno. Purtroppo i vigneti di Nebbiolo si estendono per soli 300 ettari tra le colline novaresi e nei dintorni, dunque rappresentano una piccolissima percentuale della produzione vinicola piemontese; una minima parte, se confrontata con la produzione di Barolo, nella zona Sud del Piemonte che rappresenta circa la metà di tutta la produzione vinicola piemontese.