Feste alcoliche

Le feste movimentate e gli invitati inebriati dal vino esistono da sempre, non sono certo un’invenzione dei nostri tempi. Durante i simposi greci, per esempio, il vino si serviva in enormi bocce, i crateri, come si usa ancora oggi con il punch, ed in genere, le persone sagge, al termine del terzo cratere erano solite ritornare a casa; di ben diverso avviso erano coloro che restavano ed arrivavano finanche a svuotare il sesto cratere di vino: in genere considerati delle teste calde e dei portatori di guai. Per non parlare di coloro che giungevano a vedere il fondo dell’ottavo cratere: si dice che ciò provocasse l’arrivo delle forze dell’ordine; e così via fino al decimo cratere ed al conseguente lancio degli oggetti di arredamento. Niente di così diverso dalle odierne feste. Ora come allora, l’eccesso di alcol è spesso lo scopo del ritrovo e non un fatto accidentale: nel nord Europa, in Età Medievale, si serviva il vino in coppe senza base perché venissero svuotate di continuo dagli ospiti, dato che potevano appoggiarle sul tavolo solo a testa in giù. Lo stesso re Giorgio IV d’Inghilterra, noto per i suoi eccessi fin da quando era un giovane principe, era solito far spezzare gli steli ai calici di vino per indurre gli ospiti a berne tutto il contenuto, non potendoli posare in alcun modo, dunque, la sbornia era sempre assicurata.