Anni ’50

Negli anni ’50 la giornata estiva del vignaiolo iniziava all’alba, quando l’aria è ancora fresca, e continuava fino a mezzogiorno, l’ora del pranzo che la moglie del vignaiolo aveva amorevolmente cucinato e che consisteva quasi sempre in una minestra. Il primo pomeriggio era caratterizzato dal riposo quasi assoluto, anche a causa del caldo soffocante che impediva ogni qualsivoglia attività. Solo verso il tardo pomeriggio la contrada si risvegliava dolcemente e cominciava a risuonare, sull’incudine, il ritmico colpo del martello col quale il vignaiolo batteva e assottigliava la propria falce. Riprendeva così il lavoro nelle vigne che terminava solo al tramonto.

Dal ciclo “I racconti semiseri del nonno”