In questo periodo dell’anno, si assiste al risveglio vegetativo della vite, con la fase detta del “pianto”, e poi a quella del “germogliamento”. Il “pianto” è un fenomeno tipico della vite e consiste nell’emissione di linfa a livello dei tagli della potatura. È provocato dalla riattivazione del metabolismo degli zuccheri e dall’elevato livello di assorbimento delle radici durante questo periodo dell’anno.
Concluse le operazioni di taglio e potatura, il lavoro procede con la legatura dei tralci. Il tralcio capo-frutto viene spinto verso il basso, fissato e legato con un materiale biodegradabile al filo d’acciaio che sostiene la vite, affinché non subisca strozzature.
Infine, si passa con il trattore tra i filari per trinciare i residui legnosi lasciati sul terreno durante la potatura. Questo permette di restituire annualmente al terreno un quantitativo pari a circa il 25% del fabbisogno di sostanza organica. Il mantenimento di un buon livello di sostanza organica nel terreno, che attualmente deve avvenire principalmente mediante le corrette pratiche agronomiche (inerbimento, trinciatura dei residui di potatura, ecc.), ci permette di conservare una migliore struttura del terreno e quindi una maggiore aerazione dell’apparato radicale.



